Microlab sbarca in Cina

Shanghai SkylineA novembre Microlab è sbarcata in Cina, per iniziare un percorso di cooperazione con le Istituzioni e le aziende della Repubblica Popolare Cinese. Durante gli incontri B2B in varie manifestazioni, abbiamo riscontrato un clima di grande vitalità da parte di funzionari, manager e imprenditori desiderosi di conoscere aziende estere come la nostra. Probabilmente molti cinesi attivi negli ambiti del business pubblico e privato (fortemente intrecciati tra di loro), hanno capito che per essere ancora più competitivi nell’ICT, devono apprendere nuove conoscenze dalle aziende occidentali. Abbiamo infatti riscontrato quello che hanno rilevato alcuni economisti, che studiano il capitalismo socialista cinese. Ci sono due Cine: una legata alla manifattura e alla produzione industriale, e un’altra in ascesa formata da aziende che offrono servizi per soddisfare i nuovi bisogni, e desideri, della classe media. Non è un  caso se l’Information technology è il settore che sforna il maggior numero di miliardari: Nel 2010 i capitalisti cinesi con conti in banca miliardari a Pechino e dintorni, erano concentrati dagli industriali dell’acciaio, edilizia e carbone. Oggi invece tra i “paperoni cinesi” i costruttori sono soltanto il 16% mentre quelli legati alla manifattura si sono ridotti al 28%. Il resto è legato ai servizi. Tra i primi dieci della classifica, ben cinque appartengono al settore tech, come Ma Huateng di Tencent o Jack Ma di Alibaba. Mentre partecipavamo agli incontri bilaterli, e scambiavamo le nostre esperienze con le nostra controparti cinesi, abbiamo avvertito la loro esigenza di conoscere le nostre esperienze nel campo dell’ICT. Per il team di Microlab è stata un missione “faticosa”, ma la fatica è stata ripagata perché il nostro portafoglio contatti si è arricchito notevolmente. Inoltre abbiamo colto l’occasione per promuovere, e valorizzare, il saper fare italiano nella più grande potenza economica globale.

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