E-commerce: il volano del made in Italy nel mondo

ecommerceLa scorsa settimana discutevamo di e-commerce e internazionalizzazione nella sala riunioni della Tun2U, una Digital Agency di Roma con cui abbiamo iniziato a collaborare, perché è fortemente specializzata in e-commerce e web marketing.

Scambiando delle opinioni sulle reciproche esperienze di business, intraprese negli ultimi anni a livello nazionale e internazionale, nel nostro gruppo è cresciuta una consapevolezza: l’e-commerce è un volano straordinario per potenziare l’esportazione dei prodotti italiani in tutto il mondo.

Se consideriamo anche le grandi opportunità di marketing, associate alle piattaforme di e-commerce, per facilitare le attività di branding (soprattutto in Rete) delle nostre aziende il gioco è fatto (si fa per dire!). E non parliamo soltanto di grandi aziende, ma anche di Pmi che producono prodotti di eccellenza.

Dati alla mano (Fonte: L’e-commerce in Italia 2016 Casaleggio e Associati)  osserviamo che le aziende italiane, presenti sullo scenario internazionale, grazie alle piattaforme di e-commerce prediligono come mercato di sbocco l’Europa:

  • Francia, Germania e Regno Unito 43%;
  • Svizzera 31% e Spagna 28%;
  • Nord Europa 22%.

Spostandoci su altri continenti abbiamo questa fotografia:

  • Stati Uniti 27%;
  • Russia 12%;
  • Cina e Giappone 11% e altri paesi asiatici 10%;
  • America Latina e Africa 2%

Mentre le strategie adottate dalle imprese, per rendere più efficace il proprio business online sono varie:

  • Avere una piattaforma multilingua;
  • Integrare attività di web marketing: SEO, SEM, Social Media, Key word adv, Mobile adv;
  • Essere parte di un gruppo multinazionale;
  • Utilizzare i marketplace (Amazon, e-bay, ecc.).

Ma soltanto le aziende più mature dal lato marketing ed e-commerce, le integrano in un tutto armonico.

I settori che “tirano di più” e nei quali si prevedono margini di crescita interessanti sono: alimentare, prodotti per la salute e la bellezza, Moda e Casa-Arredamento.

In Italia esistono molte Pmi che producono prodotti di nicchia di elevata qualità (di cui in pochi sospetterebbero l’esistenza), e che potrebbero entrare “pesantemente” nei mercati esteri, aumentando il fatturato in modo significativo e promuovendo il made in Italy.

Oggi per internazionalizzare e recuperare terreno sui nostri vicini di casa (vedi la potente Germania), dobbiamo puntare seriamente sull’e-commerce, integrandolo con il know-how accumulato dopo anni di missione all’estero. E speriamo anche con il supporto di uno Stato più amico.

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